Chi sono
Sono Camilla. Accompagno artisti e artigiani a raccontarsi online senza stress, senza forzature e senza perdere chi sono. Scopri come sono arrivata fino a qui.
Il filo che mi ha portata qui
Durante gli anni delle superiori ho frequentato l’istituto agrario. Non era una scelta legata all’arte o alla comunicazione. Ma in quel periodo ho capito una cosa importante: la passione non si può insegnare a forza. I professori non riuscivano a trasmettermi entusiasmo per le materie. Così ho iniziato a cercare altrove ciò che mi faceva sentire viva. La fotografia è arrivata così. Tra ritratti alle amiche, paesaggi, oggetti, gatti, esperimenti.
Forse non è un caso: mia madre ha sempre avuto un’anima artistica, ma non ha potuto viverla pienamente. E mio nonno aveva macchine fotografiche d’epoca che oggi custodisco ancora. L’arte, in qualche modo, era già lì.
Dopo il diploma nel 2016 ho fatto una scelta controcorrente: mi sono iscritta all’ISFAV – Istituto di Fotografia e Arti Visive di Padova.
Due anni intensi. Camera oscura, marketing, arte visiva, confronto con altri creativi. Mi sono diplomata nel 2018. Per la prima volta potevo dire: sono fotografa. È stata una delle esperienze più belle e formative della mia vita.
Nel tentativo di trasformare la fotografia in business, qualcosa si è incrinato.
La mia idea di fotografia era artistica, autoriale, intima. Il mercato chiedeva altro. Matrimoni, ritratti tradizionali, produzione.
Ho capito che, se l’avessi spinta in quella direzione, avrei perso ciò che la rendeva mia. E non volevo che l’arte diventasse solo lucro.
Così ho fatto una scelta silenziosa: la fotografia sarebbe rimasta passione. La comunicazione sarebbe diventata lavoro.
Dopo il diploma ho vissuto quattro anni a Modena. Ho lavorato come commessa in un negozio di fotografia.
Nel frattempo studiavo da autodidatta i social media per capire come promuovermi come fotografa. Ho iniziato a lavorare con piccole attività locali, agenzie di marketing, gestione social. È stata gavetta vera. Pratica. Esperienza. Tentativi.
E lì ho iniziato a rendermi conto di una cosa: mi appassionava sempre di più la comunicazione.
A gennaio 2024 apro partita IVA come social media manager e fotografa.
Negli anni precedenti avevo lavorato con realtà molto diverse tra loro: agenzie immobiliari, pasticcerie, personal brand, piccole attività locali.
Era stimolante, ma anche dispersivo. Ogni settore richiedeva linguaggi, idee, energie completamente diverse.
La mia testa era sempre in movimento. Sempre in ricerca. Sempre sotto pressione.
E quello che all’inizio sembrava creatività, stava diventando stress cronico.
Non ho lanciato ufficialmente un percorso. Non ho fatto un annuncio.
È arrivata una prima artigiana.
Abbiamo iniziato a lavorare insieme in affiancamento. Ha ottenuto risultati concreti.
Ma soprattutto ha trovato una comunicazione coerente con chi era.
Attraverso il suo caso studio e il passaparola, sono arrivati altri artigiani.
E lì ho visto il filo completo. L’arte che avevo scelto anni prima non era sparita.
Stava tornando, ma in una forma diversa.
Non più solo attraverso la fotografia. Attraverso chi crea con le mani, con identità, con passione.
Oggi accompagno artisti e artigiani a non perdersi nel rumore, a non forzarsi, a costruire una comunicazione che possano abitare nel tempo.
Per me comunicare non è performance. È restare.
Quello in cui credo
Studiando comunicazione e social media ho scoperto qualcosa di più profondo: non mi interessava solo cosa raccontare, ma come le persone si sentono mentre si raccontano.
Oggi lavoro come coach e guida nella comunicazione identitaria.
Il mio punto di forza è l’ascolto: delle parole, delle emozioni, e di ciò che il corpo segnala quando qualcosa non è allineato.
Le persone che seguo arrivano spesso confuse, tese, stanche di forzarsi.
Insieme rallentiamo, facciamo chiarezza e costruiamo una comunicazione che nasce da dentro e che può essere sostenuta nel tempo.
Per me la comunicazione non è performance.
È presenza. È relazione. È scelta consapevole.
Se sei arrivata fino in fondo a questa pagina, probabilmente stai cercando qualcosa. Forse è chiarezza. Forse è qualcuno che ti ascolti davvero.
Raccontami dove sei adesso. Il resto lo capiamo insieme.
